IL SIGILLO DI ILDE GARDA: LA MELA AVVELENATA

Esiste una forma di abbondanza che non è altro che un inganno. È quella mela che appare lucida, perfetta, pronta per essere addentata, ma che nasconde al suo interno il veleno della pretesa, della svalutazione e del caos. Nel nostro cammino verso la prosperità, abbiamo imparato che certi lavori, certi clienti e certe collaborazioni sono proprio come quella mela: è molto meglio perderli che trovarli.

Accettare tutto indistintamente non è segno di forza, ma di debolezza. È il fango che entra nella roccaforte perché abbiamo lasciato i cancelli spalancati per paura di restare a mani vuote. Ma un vero comandante sa che ogni “sì” dato a un lavoro tossico è un “no” urlato alla propria dignità e alla propria crescita.

Scegliere di dire no alla mela avvelenata significa fare pulizia. Significa rivendicare la propria sovranità e dichiarare al mondo che il nostro tempo e la nostra arte non sono merce di scambio per chi non sa riconoscerne il peso. La vera prosperità non nasce dal numero di mele che abbiamo nel cesto, ma dalla purezza del nostro raccolto.

Come diciamo sempre con Marietto Veneziano durante la nostra ronda, la libertà più grande è quella di potersi sedere a una tavola dove non c’è ombra di inganno. Proteggete la vostra Torre, coltivate solo ciò che nutre la vostra visione e lasciate che le mele avvelenate marciscano nel piatto di qualcun altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto